Contro ogni violenza

Monumento in memoria di Walter Rossi

Inizio 27.10.1977, fine 27.09.1979

Il messaggio scolpito nel monumento dedicato a Walter Rossi e a tutti i giovani di sempre, mira a far restare viva la passione per la giustizia sociale, la libertà di pensiero ed il rispetto per le diverse idee.

I materiali usati per l’opera, pietra e bronzo, sono il corpo del racconto scultoreo. La pietra grigia, ricavata da un blocco di sei metri cubi di peperino di Marino, è stata usata per rappresentare la violenza cieca, madre dall’arroganza. Invece, il bronzo dorato delle mani,  simboleggia il martirio dei giusti. Tra la pietra ed il bronzo sono evidenziati altri elementi naturali inclusi nel peperino, come sassi lanciati. Quei ciottoli, che in realtà sono imprigionati nella materia da migliaia di anni,  sembrano essere stati scagliati in quel momento, come ad evocare le armi universali dei deboli. Un gesto che avviene ovunque da sempre, dalla Palestina alla Cina, come reazione popolare agli abusi. E le crepe che segnano il meteorite, sono le cicatrici indelebili della nostra umanità.

La guerra tra Davide e Golia non è mai finita, perché Golia in realtà non è mai morto. Il volto scimmiesco al centro del meteorite é il nuovo Golia da battere. Le mani presenti in tutti i lati dell’opera, chiedono aiuto, reagiscono, oppure sono aperte in segno di pace. Esse rappresentano, nell’oro del bronzo, la parte viva dell’umanità.

I solchi ricavati nella pietra, sono stati pensati anche per raccoglere i segni del tempo, convogliando il verde dell’ossidazione naturale del bronzo e dar vita a dei segni che, come arterie portatrici di linfa rigeneratrice, danno una nuova vita alla pietra stessa.

Il meteorite in cui è espressa tutta l’opera, in sintesi racconta l’eterna battaglia tra il bene e il male, una battaglia che troppo spesso lascia sul campo giovani vittime, piccoli Davide che a dispetto della loro statura, riescono a contenere e fermare i tanti Golia presenti nel mondo.

Infine, il valore più commovente di questo monumento, sta nella spontaneità degli amici di Walter, che nel 1977 sono riusciti a raccogliere i soldi necessari ad acquistare la pietra e il bronzo che hanno reso possibile la realizzazione di tale opera. Un segno che insieme agli altri segni scritti, cantati o raccontati dei secoli, terranno sempre svegli gli animi dei giovani di ieri, di oggi e di domani. Quei giovani che non intendono svendere il proprio spirito al nulla.

Personalmente, ho solo messo a disposizione le mie mani da scultore e il mio cuore da insegnante, accogliendo nel lontano 1977, l’invito di un mio alunno Bebo Moroni e dei suoi amici, a realizzare il loro desiderio nella pietra per sempre: una scultura per ricordare il loro compagno Walter Rossi. Non per ideologia, ma come Essere Umano. Giuse Rogolino 

Restauro delle mani in bronzo del 2009